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Bye Bye Boobs

Da un po' non scrivevo. Avrei voluto fosse a causa di giulive vacanze, piuttosto che farmi mettere al tappeto da eccessi di richieste estive e produttività, ma lungi da me lamentarmene perché adoro essere impegnata molto più che annoiata, e stare un pochino sotto pressione mi fa lavorare meglio. Il retro della medaglia ovviamente è che quando ho tempo non ho nessuna voglia di rendere a livello pratico le mille idee che partorisco sotto pressione, destinate quindi all'eterno scantinato della mente, con una punta di rammarico.


In questo periodo ho dovuto lottare anche con l'accettazione di un cambiamento fisico non da poco. La scomparsa del seno. Per anni abituata ad avere un davanzale di gerani, di punto in bianco mi sono resa conto che erano rimasti giusto i sottovasi. Anni a credermi una popputa, quando erano solo riserve di grasso, le prime a sparire col calo di peso. Che ragazza fortunata.

Il virus dell'ingrassamento

Oggi è uno di quei giorni in cui penso di essere guarita dal mio rapporto sgangherato col cibo.
Aspetto sempre di stabilizzarmi su un peso e mantenerlo a vita per considerare archiviata la questione, ma tendo a pensare di essere arrivata a un buon punto del percorso.


Parlo di guarire come si trattasse di una malattia, anche se non si tratta di una patologia riconosciuta quella di cui soffrivo, e di cui immagino soffrano tante persone, ma forse non è sbagliato considerarla alla stregua di un'allergia o una influenza cronica.
Come la depressione in forma lieve può essere confusa con momentanei e comuni stati d'animo dovuti a fattori esterni, anche una relazione tormentata col cibo potrebbe considerarsi una versione edulcorata dei disturbi alimentari. So poco nulla di psicologia, e fatico addirittura a distinguerla dalla psichiatria, per cui non mi addentrerò in termini e teorie tortuose con le quali non ho alcuna dimestichezza. Ma lo stato di benessere che provo adesso non è affatto dissimile a quella mattina meravigliosa in cui ci si alza dal letto con la testa leggera e fresca, il naso che non gocciola più e l'assenza di raschio in gola, quel glorioso risveglio in cui non ci si sente più tutte le ossa rotte e si gode della ritrovata salute dopo una settimana di influenza ed emicrania.

Californication

E' successa una cosa strana. Sicuramente c'è una parola tedesca per descriverla.
In tedesco qualsiasi concetto che richieda una lunga descrizione è riassumibile con una sola parola. Lunga quanto cinque italiane, ma comunque un'unica parola. Quella di oggi potrebbe essere deHellistqvellaGnokkaFraulineinmeinSpiegel. Termine che definisce al tempo stesso il fatto che non conosco il tedesco, e la disconnessione momentanea del cervello, nella sezione atta al riconoscimento facciale. Ma non in un momento qualsiasi, nel momento in cui si passa di fronte al proprio riflesso.

-10kg senza dieta ♥ i miei risultati