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Com'è cambiato il mio modo di mangiare (e il vostro)

Le belle notizie arrivano quando meno te l'aspetti. Questa è una di quelle che potevano arrivare solo dopo mesi dall'apertura del blog, per le tempistiche intrinseche del progetto, ma che non ero sicura sarebbe mai arrivata. Invece eccola lì, piccola e preziosa: lo Zero Diary ha finalmente dato i suoi frutti!


Da quando ho deciso di condividere la mia esperienza in questo diario altre due persone hanno provato a seguire la scia di briciole che ho lasciato e stanno lasciandosi alle spalle l'ingarbugliato intrico della foresta. Siccome mi firmo con un nome in codice (il furbissimo Moon) ne inventerò uno anche per loro mantenendo le iniziali dei loro nomi: Doremì, la mia cantante del cuore, e Bones, una dolcissima ragazza che mi segue, appassionata di teschi. Perchè teschio è bello.

Compleanno #28

Lunedì. Il mio lunedì. Ma mio mio stavolta perchè ho fatto il giro di boa, che non so a cosa equivalga nei conti altrui (superare i diciotto anni, gli 'anta, vivere più a lungo di Albus Silente, ognuno ha il suo), ma nel mio significava superare l'età che aveva mia madre quando son nata.
L'anno scorso aveva vissuto il doppio esatto di me, mentre da ora questa distanza può solo che accorciarsi, quindi giro di boa. La cosa fondamentale è che, detto ciò, non cambia nulla.

Allergia al bianco nettare

Lunedì, gioiglorioso lunedì. Citazione non troppo colta di un film scadente, ma insomma c'è Johnny Depp, glielo concediamo.

Tornando alle cose terrene, faccio campo base alla landa dei cibi proibiti.
Come da regola, ci si deve concedere di mangiare quello che si vuole. Ma ciò che si desidera varia da individuo a individuo. Ad esempio io non posso avvicinarmi al peperoncino se non sotto scorta e armata di pistola ad acqua, perchè anche se mi piacerebbe mangiare piccante, oltre la soglia della puntura di zanzara la mia lingua non regge.


L'unico alimento che cerco di evitare, non per questioni di gusto, è il latte. Si da il caso che l'intero Alto Adige un tempo riusciva a produrre a malapena un quantitativo di latte sufficiente a soddisfare la mia bramosia di bianco nettare. Avrei continuato a fare la Poppea della situazione, se non fosse stato per una conversazione casuale avvenuta in seguito a uno dei miei classici sfoghi allergici.
Un amico mi ha riportato il caso di una sua conoscente, che passava tre stagioni su quattro a starnutire, all'incirca come me, e che una volta smesso di assumere latte aveva improvvisamente ridotto l'intero carico di muco a qualcosa di arginabile con un pacchetto di fazzoletti l'anno.

Cambiare spaventa


Il percorso continua senza particolari avversità. L'unica cosa che mi turba è che mi sembra di mangiare troppo poco. Sì, lo so, suona strano detto da una persona che idealmente punta a ingerire meno carburante, ma lo trovo strano.

Non perchè mi senta affamata, quello no, sarebbe un problema. Semplicemente vedo le quantità di cibo che mangio e mentalmente le paragono a quelle che facevo prima, e mi accorgo della differenza. Magari è una visione distorta, e chiaramente non ho i mezzi per rapportare le porzioni di prima e dopo, ma in questo momento a vedere tale divario mi viene da domandarmi come mai non fossi ancora più grassa prima. Mi stupisco di non essere arrivata all'obesità considerando lo scarso movimento a cui a anche il lavoro mi costringe...

-10kg senza dieta ♥ i miei risultati